La città invisibile
“La città non dice il suo passato, lo contiene come le linee d’una mano…”
(Le città invisibili, I. Calvino).
La città non si lascia davvero afferrare: vive nei vuoti, nel ritmo rumoroso delle sue assenze. Non ha davvero né mura né piazze, ma tracce di passaggi e memorie e vite.
La città appare e scompare, è miraggio e possibile, ricordo e sogno allo stesso tempo: non si vede, ma si avverte; non si possiede, ma vive nella pelle di chi la cerca.
È luminosa, mutevole ed effimera, eppure eterna.














